Cause meccaniche del Mal di Schiena

Artrosi

L’artrosi in generale è considerata una malattia degenerativa caratterizzata dalla lesione e perdita graduale della cartilagine articolare con formazione di tessuto osseo a livello dei margini articolari, che può colpire qualsiasi articolazione e tende gradualmente a peggiorare con il tempo. Quando l’artrosi si localizza a livello della colonna vertebrale si parla di spondiloartrosi

Si distinguono artrosi primitiva in cui non sono identificabili cause di malattia e artrosi secondaria dovuta a traumi (ad es. fratture).

I più frequenti fattori di rischio sono rappresentati da:

  • l’età, la malattia è rara prima dei 40 anni, mentre è più frequente in età avanzata;

  • il sesso femminile in quanto le donne sviluppano artrosi 2-3 volte più degli uomini;

  • l’obesità, la perdita di peso riduce il rischio di artrosi.

Il dolore da artrosi è tipicamente meccanico, si accentua con il movimento e migliora con il riposo.

Al mattino, al risveglio, può esserci rigidità della schiena, ma dura meno di mezz’ora (in genere 5-10 minuti).

La terapia dell’artrosi si avvale di farmaci che alleviano i sintomi come gli antinfiammatori o gli antidolorifici, di farmaci che proteggono la cartilagine delle articolazioni - acido ialuronico - e quando l’artrosi provoca danni seri alle articolazioni come l’anca o il ginocchio può essere necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico con l’impianto di una protesi.

Patologie del disco vertebrale

Comprendono la protrusione e l’ernia discale e la stenosi del canale vertebrale.

Si parla di protrusione discale quando il disco vertebrale sporge al di dietro della vertebra, dove vi è il canale vertebrale contenente il midollo spinale e determina una compressione di questo.

Il dolore oltre che alla schiena si può localizzare anche agli arti inferiori, ciò dipende dal grado di coinvolgimento delle strutture nervose. Se il disco protrude di lato, più a destra o sinistra, può essere interessato uno dei nervi lombari che innervano la gamba destra o sinistra con conseguenti disturbi (come alterazioni della sensibilità o formicolii) o dolore; più raramente l’ernia può protrudere al centro ed interessare entrambi i nervi di ambo i lati con sintomatologia bilaterale.

I nervi più frequentemente colpiti sono L4, L5, S1. A seconda del nervo colpito possono esserci sintomi diversi.

Se è interessato L4 in genere si può avvertire dolore lungo la fascia interna della coscia fino alla caviglia. Se invece è interessato L5 il dolore corre lungo la fascia anteriore della coscia fino all’alluce, inoltre ci può essere una riduzione del riflesso della rotula.

L’interessamento di S1 comporta invece dolore lungo la fascia esterna della coscia fino alle ultime dita del piede, ci può essere inoltre una riduzione del riflesso del tendine di Achille.

Si definisce ernia se il sacchetto si rompe e fuoriesce il materiale contenuto nel disco intervertebrale: l’ernia ha in genere una sintomatologia più drammatica rispetto alla semplice protrusione

Con stenosi del canale vertebrale si intende il restringimento, congenito od acquisito, del canale vertebrale cioè dello spazio in cui passa il midollo spinale. A parte alcune condizioni, invero molto rare, di alterazione congenita del canale vertebrale (come ad esempio nel nanismo acondroplasico), i restringimenti del canale vertebrale avvengono in seguito alle alterazioni degenerative sia dei dischi intervertebrali (discopatie) che delle articolazioni posteriori (su base atrosica).

Ne consegue una riduzione dei diametri del canale vertebrale e una compressione delle strutture nervose, che ovviamente danno sintomi differenti a seconda del tratto interessato:

  • cervicale: dolore ad uno o entrambi gli arti superiori, può esserci anche riduzione della forza
  • dorsale: dolore intercostale
  • lombare: dolore agli arti inferiori tipo cruralgia o sciatalgia

La terapia della stenosi del canale vertebrale è chirurgica.

Osteoporosi ed Osteomalacia

L’osteoporosi è la riduzione della massa ossea e comporta una maggiore fragilità delle ossa che possono quindi fratturarsi per traumi (ad es. cadute) a volte anche minimi o addirittura spontaneamente. Si ritiene che l’osteoporosi colpisca circa il 40% delle donne dopo i 50 anni.

I fattori di rischio per l’osteoporosi sono:

  • L’età avanzata
  • Il sesso femminile, gli ormoni femminili proteggono dall’osteoporosi, ma dopo la menopausa la carenza di ormoni facilità l’insorgenza della malattia

  • Terapie prolungate con cortisonici per via sistemica

  • Malattie endocrine, metaboliche e del sangue

Le fratture possono interessare le ossa lunghe (ad es. il femore) o le vertebre (dorsali o lombari).

Il mal di schiena da frattura vertebrale è in genere mal definito, non necessariamente intenso ed è accentuato dai movimenti (trasporto di pesi, postura in piedi prolungata). I crolli delle vertebre possono anche causare deformità della colonna.

La terapia dell’osteoporosi consiste nell’assunzione di farmaci che inibiscono il riassorbimento dell’osso, come i bisfosfonati, associati se necessario al calcio ed alla vitamina D.

L’osteomalacia è la riduzione del contenuto di calcio delle ossa. Le cause possono essere causate da un deficit sia di calcio che di vitamina D, una vitamina fondamentale per assorbire il calcio introdotto con gli alimenti che viene attivata dall'esposizione alla luce del sole.

Spesso l’osteomalacia da carenza di vitamina D può associarsi alla osteoporosi, soprattutto nei pazienti più anziani. L’osteomalacia si cura assumendo la vitamina D ed il calcio.